Castelfiorentino
L’antico insediamento di origine romana Timignano , poi Castelvecchio e in seguito nel 1149 Castelfiorentino, si trova sulla Via Fancigena . Il villaggio subì i conflitti fra Chiesa e Impero e tra Siena e Firenze di cui divenne un importante avamposto e da cui ottenne il privilegio del Giglio Rosso in campo bianco.
Nel 1700 fu sotto il Granducato di Lorena, accettò l’annessione al Regno d’Italia nel 1868.
I monumenti di interesse sono:
La Chiesa di San Francesco del XIII sec. Dietro San Francesco, in fondo ad un vasto prato alberato, il Santuario di Santa Verdiana, ristrutturato all'inizio del '700.
Nel centro storico salendo per la Via Ferrucci si vede l’unica porta rimasta delle antiche mura
La collegiata dei Santi Lorenzo e Leonardo secoli XIII XIV
La Pieve dei Santi Ippolito e Biagio edificata nel 1195 in cotto con dei motivi in ceramica
Il museo BEGO museo Benozzo Bozzoli inaugurato nel 2009.
Nei dintorni la bellissima pieve dei Santi Pietro e Paolo a Coiano
Nel 1998, a Poggio Maggiore, sono stati trovati i resti fossili di una balena vissuta nella zona oltre tre milioni di anni fa.
Lo scheletro è di grande interesse scientifico ed è il più completo fossile di balena mai scoperto in Europa
San Gimignano
San Gimignano deve il suo nome al vescovo di Modena San Gimignano che avrebbe salvato il villaggio dalle orde barbariche. Nel Medioevo , San Gimignano, ebbe un grande sviluppo poiché si trovava sulla via Francigena, la via che i pellegrini percorrevano per raggiungere in pellegrinaggio Gerusalemme.
Fu un momento di splendore per la città documentato dalle opere d’arte che adornano chiese e conventi.
La peste nel 1348 spopolò San Gimignano che cadde in degrado, dal quale uscì successivamente quando si riscoprì l’importanza culturale e la sua affascinante bellezza
I due prodotti tipici di San Gimignano sono Lo Zafferano e il vino bianco Vernaccia.
Lo zafferano è stato nei secoli un prodotto importantissimo per l’economia della cittadina. Nel 1228 San Gimignano pagò i debiti parte in denaro parte in zafferano a dimostrazione di quanto fosse prezioso questo prodotto fin d’allora
Il prodotto è tutt’oggi coltivato naturalmente senza prodotti chimici dalla coltivazione alla conservazione.
Gli stigmi vengono confezionati interi
La Vernaccia fu introdotta a San Gimignano dalla Liguria nel 1200 da Vieri de Bardi. I suoi discendenti svilupparono la coltivazione del vitigno che diventerà in seguito molto famoso. Già dal 1276 ci sono documenti che testimoniano il commercio di questo vino.
Già quel tempo questo vino doveva aver acquistato una certa notoirietà se anche Dante ne parla nella divina Commedia, aggirandosi tra i golosi del suo Purgatorio vede un vecchio (Papa Martino IV) che stava pagando amaramente il suo amore per le anguille alla Vernaccia:
"Questi e, mostrò col dito, è Bonagiunta. Bonagiunta da Lucca: e quella faccia di là da lui più che l'altra trapunta ebbe la Santa Chiesa e le sue braccia: dal Torso fu, e purga per digiuno l'anguille di Bolsena e la VERNACCIA" (Purg. XIV,19-24).
Soprattutto in questa cittadina Vi piacerà girovagare per le stradine laterali cogliendo un atmosfera d’altri tempi e ammirando tanti meravigliosi scorci sulla campagna.
Sono di notevole interesse nel Duomo Gli affreschi di Domenico Ghirlandaio Cappella di S. Fina, il martirio di San Sebastiano di Benozzo Bozzoli, le statue lignee di Jacopo della Quercia, come pure il ciclo di affreschi che rappresenta il vecchio e il nuovo testamento .
A Benozzo Bozzoli si deve anche , nella Chiesa di S. Agostino gli affreschi con gli episodi della vita del Santo1464 1465
San Vivaldo
Dalla loro esperienza nei pellegrinaggi in Terra Santa i frati Francescani idearono Il Sacro Monte di San Vivaldo nel 1500. Si volle riprodurre i luoghi santi di Gerusalemme e fu così costruito il convento e in seguito circa 25 cappelle in modo tale da offrire a chi lo avesse voluto la possibilità di fare un pellegrinaggio senza dover andare a Gerusalemme.
Papa Leone X (Papa mediceo) emise una Bolla dove si diceva che si sarebbe concesso l’indulgenza ai pellegrini che fossero arrivati al Sacro Monte di San Vivaldo
Certaldo
Certaldo è la cittadina dove è nato Giovanni Boccaccio (Firenze 1313 - Certaldo, (FI) 1375) che di lei dice:
“Certaldo, come voi forse avete potuto udire, è un castello di Val d’Elsa posto nel nostro contado, il quale, quantunque picciol sia, già di nobil uomini e d’agiati fu abitato.
Nel quale, per ciò che buona pastura vi trovava, usò un lungo tempo d’andare ogn’anno una volta, a ricogliere le limosine fatte loro dagli sciocchi, un de’ frati di Santo Antonio, il cui nome era
frate Cipolla, forse non meno per lo nome che per altra divozione vedutovi volentieri, con ciò sia cosa che quel terreno produca cipolle famose per tutta la Toscana”
(Giovanni Boccaccio, Decameron – VI, 10)
Anche la cittadina di Certaldo come San Gimignano deve il suo sviluppo in epoca medievale al fatto di trovarsi sulla via francigena . Troviamo anche qui testimonianze del passaggio di Benozzo Gozzoli in alcuni affreschi del Palazzo del Vicario.
Il prodotto tipico di Certaldo è la cipolla, come testimonia anche Boccaccio, che si trova addirittura rappresentata nello stemma della cittadina già dal XII sec. essendo una coltivazione presente sin da epoca remota.
Anche ai giorni nostri se ne coltivano due varietà la statina e la vernina.
Vinci
Intorno all’anno mille i Conti Guidi fondarono Vinci città che ha dato i natali a Leonardo da Vinci nel 1452, sede del Museo Leonardiano.
A circa 3 km da Vinci in Località Anchiano si può ancora vedere quella che per antica tradizione è indicata come la casa natale di Leonardo da Vinci. Il paesaggio circostante possiamo immaginare sia come quello che contemplava Leonardo e che ha rappresentato nei suoi dipinti
Montelupo Fiorentino
Città della ceramica fin dal 1400 questa cittadina divenne un centro di produzione della maiolica, tanto che i manufatti raggiungevano tutte le parti del mondo.
Ogni anno nell’ultima settimana di giugno si svolge a Montelupo la Festa Internazionale della Ceramica.
Per le vie della città mostre e dimostrazioni di maestri ceramisti
Cerreto Guidi
Le prime testimonianze di questa cittadina risalgono al 780.
Da visitare la Villa medicea di Cerreto Guidi, La Pieve di San Leonardo e l’oratorio della SS Trinità.
Volterra
La città di Volterra, di origine etrusca, deve la sua fama oltre alla sua tradizione storica, alla lavorazione dell’alabastro e allo splendido territorio che la circonda.
Camminando per le sue strade si ha subito la sensazione di quanto la storia dagli etruschi fino ad arrivare all’ottocento abbia lasciato il suo segno testimoniato da vari monumenti e dai musei quali: Pinacoteca Civica, che contiene la straordinaria deposizione dalla Croce del Rosso Fiorentino, il museo etrusco con tantissimi interessanti reperti tra cui Le Ombre della Sera , statuine votive alle quali si sono ispirati tanti artisti contemporanei, il Museo di Arte Sacra e l’Eco Museo dell’Alabastro.
Ci piace segnalare il Museo Viti che si trova nel palazzo Incontri la cui facciata è attribuita a Bartolomeo Ammannati, e nel cui interno fu costruito nel 1819 un Teatro su disegno dell'architetto Luigi Campani
Benedetto Giuseppe Viti, viaggiatore e commerciante dell'alabastro, comprò il palazzo nel 1850
Nel 1964 Luchino Visconti scelse alcune sale per girarvi il film "Vaghe Stelle dell'Orsa", film premiato a Venezia con il Leone d'oro. restaurandolo completamente, oggi vi si può ammirare l’arredamento la biblioteca e alcuni bellissimi esemplari in alabastro.
Monteriggioni
« però che, come in su la cerchia tonda
Monteriggion di torri si corona,
così la proda che 'l pozzo circonda
torregiavan di mezza la persona
li orribili giganti, cui minaccia
Giove del cielo ancora quando tona »
(Dante Alighieri, Inferno canto XXXI, vv. 40-45)
Questo suggerirono a Dante le quattordici imponenti torri che fanno parte della cinta muraria di Monteriggioni, che è di forma tondeggiante con una lunghezza di circa 570 metri.
Ancora oggi questo piccolo villaggio conserva molte delle strutture del XIII secolo, questo fa si che sia considerato un luogo unico nel panorama dei borghi medievali della Toscana
Siena
Siena è conosciuta soprattutto per il suo patrimonio artistico e per il Palio. Lo stemma di Siena si chiamo Balzana. È uno scudo diviso in due parti orizzontalmente: sopra bianca sotto nera. La leggenda, dice che i colori rappresenterebbero il fumo nero e bianco scaturito dalla pira augurale che i fondatori della città, Senio e Ascanio, figli di Remo, avrebbero acceso per ringraziare gli dei dopo la fondazione della città di Siena. Un’altra leggenda dice che i colori sarebbero stati ripresi dai cavalli uno bianco e uno nero dei due fratelli.
Per il loro presunto carattere focoso che, si dice, rasentasse la pazzia, anche i senesi sono definiti spesso "balzani".
Tanti i monumenti da visitare in questa città tra cui sicuramente il Duomo un vero capolavoro, il Palazzo Comunale, e la Torre del Mangia
Firenze
Da Castelfiorentino Firenze si raggiunge comodamente con 40 minuti di treno.
La stazione di Santa Maria Novella è praticamente in centro, da li si può a piedi raggiungere :
- la Galleria degli uffizi,
- la Galleria dell’Accademia,
- Santa Maria Novella,
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il Duomo di Santa Maria del Fiore,
-
Palazzo Pitti.